Ti cerco…
alla mia porta …
Stanotte ho sognato che eri
tu,
che bussavi alla mia porta,
ed io , io non ci credevo !
Eri tu , che eri venuta a prendermi,
nella mia casa , per portarmi via …
A tutto pensavo,
meno che tu fossi lì
per catturare i miei pensieri ,
per perderci e ritrovarci ,
per inebriarmi
ancora di più di te.
Cosa avevi in mente
io non lo sapevo ,
non si può entrare
nei tuoi pensieri,
così profondi, così nascosti …
così perfetti e meravigliosi …
io seppi solo lasciarmi andare...
il resto , dolce amica ,
lo sentivo,
lo stavi già facendo tu ...
per rendere speciale la mia vita .
Stanotte ho sognato che ero io,
che bussavo alla tua porta,
ed io , non ci credevo .
eri tu che aprivi ,
ed io venivo a prenderti ,
nella tua casa ,
per portarti via …
Io tutto credevo ,
meno che tu fossi lì …
ad aspettarmi e farti catturare
dai miei pensieri ,
per chiamarci ,
perderci e ritrovarci ,
per inebriarci insieme
ancora di più di noi.
Cosa avevo in mente io ,
tu non lo sapevi ,
non si può entrare nei miei pensieri,
così nascosti … così reconditi …
Io seppi solo lasciarti andare...
perderti ancora, e non ritrovarti ,
riaddormentarmi ,
ricominciare a sognarti,
e ad aspettarti ...
(tratta dal
libro " L'araba Fenice ")
Prima che venga sera
Poi ci sedemmo sulla sabbia ,
calda e sinuosa ,
l’una accanto all’altro
tenendoci per mano
e sfiorandoci…
accecati dal sole.
Tu mi gettasti addosso
prepotente e maestosa ,
tutta la tua bellezza
come il mare in tempesta,
sulla scogliera del Capo…
ed io annaspavo ,
tra le tue onde, contento ,
di perdermi in quel mare.
Non so trovare le parole
per descrivere il dolore
che provavo
guardandoti negli occhi.
Canne nel vento
profumo di salsedine
e di fichi d’India
lingue di mare che sibilano
su frammenti di stelle marine
ed ossi di seppia
tra le alghe secche
e la ghiaia della riva.
Camminavo sulle pietre calde
raccogliendo gusci di conchiglie
e guardando il mare
gli gridavo… è mia ! è mia !
Le barche dei pescatori
dondolandosi
stanche sull’acqua
si baciavano le prore,
ed io ,
volgendomi verso di te,
ti guardavo estasiato dormire,
stesa alla brezza.
La tua pelle
che prendeva il colore
del bronzo
ed i tuoi capelli d’oro ,
risplendevano al sole ,
e guardarti mi rinfrancava
come bere il vino…
…bianco e fresco.
- Prima che venga sera,
ho ancora tanto da raccontarle -
mi ripetevo insistente
con la voce sommessa …
Ma il sole rosso fuoco
era già calato
nella bocca dello Stromboli
e nei tuoi occhi
gia si specchiava
la luna bianca.
Al largo apparivano
le prime lampare…
e si intravedeva
la luce del faro ,
le barche smisero di baciarsi
separate dai pescatori
che si apprestavano a salpare.
La sabbia ,
ormai umida
era ancora di più
pregna di odori
che esaltavano
il tuo profumo.
Mi volsi verso il mare nero
lasciandomi cullare
dai suoi flutti
ed ascoltandolo,
mi lasciai avvolgere
dalle tue braccia,
calde e sottili
e chiusi gli occhi
a riposarmi …
(tratta
dal libro " L'araba Fenice ")
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